Katholisch-Apostolische Kirche Europa
Autonome Bischofliche Prälatur Deutschland e.V.
Autonome Bischofliche Prälatur Deutschland e.V.
Profilo ecclesiale
Gioacchino (Gino) Collica è Arcivescovo e Cattolicos della Chiesa Cattolica Apostolica Europa. Esercita il proprio ministero episcopale all’interno di questa Chiesa cristiana indipendente e non rivendica di essere arcivescovo della Chiesa cattolica romana.
La Chiesa Cattolica Apostolica Europa è una prelatura episcopale autonoma con propria guida ecclesiale, propria liturgia e proprio diritto ecclesiastico. La sua sede in Germania si trova a Duisburg.
Ordinazione sacerdotale e consacrazione episcopale
Il 12 aprile 2015 Gioacchino Collica ricevette l’ordinazione sacerdotale per mano del vescovo Gianni di Marco, a Sant’Benedetto/Alba Adriatica, in Italia.
Il 17 ottobre 2015 ricevette la consacrazione episcopale nella cappella privata San Michele a Duisburg. Alla consacrazione presero parte Gianni di Marco, Michael Schatta e Pius H. Tonndorf.
Il 20 gennaio 2020 ricevette a Yaoundé, in Camerun, una consacrazione sub condicione per mano del vescovo Serge Donatien Abeng Mbarga. La linea di successione presentata dalla Chiesa viene ricondotta, attraverso questa linea episcopale, a Dom Carlos Duarte Costa, fondatore della Igreja Católica Apostólica Brasileira (ICAB).
Successione apostolica e tradizione ecclesiale
La Chiesa Cattolica Apostolica Europa presenta la successione apostolica dell’Arcivescovo Gioacchino Collica nella linea collegata all’ICAB e a Dom Carlos Duarte Costa, già vescovo cattolico romano di Botucatu in Brasile.
La Chiesa comprende questa successione come parte della propria identità apostolica. La Chiesa cattolica romana, invece, non riconosce la Chiesa Cattolica Apostolica Europa come parte della propria comunione ecclesiale. Le due valutazioni devono pertanto essere chiaramente distinte.
La WCCAC e il cammino verso la tradizione siro-antiochena
Il 1º febbraio 2019 Gioacchino Collica entrò nella Worldwide Communion of Catholic Apostolic Churches (WCCAC), comunione di Chiese cattoliche indipendenti nella linea di successione dell’ICAB. Dal 2019 al 2020 svolse l’incarico di Cancelliere della WCCAC.
Successivamente il suo cammino ecclesiale si orientò sempre più verso la tradizione siro-antiochena. La spiritualità, la liturgia e la tradizione della Chiesa di Antiochia hanno assunto un ruolo importante nel suo ministero e nella vita della Chiesa Cattolica Apostolica Europa.
Cattolicos della Chiesa Cattolica Apostolica Europa
Il 7 febbraio 2025 il Sinodo dei Vescovi della Chiesa Cattolica Apostolica Europa si riunì a Lima, in Perù.
Secondo il verbale ufficiale pubblicato dalla Chiesa, il Sinodo nominò all’unanimità l’Arcivescovo Gioacchino (Gino) Collica Cattolicos della Chiesa Cattolica Apostolica Europa a vita. Nel verbale non risultano astensioni né voti contrari.
Il suo ministero oggi
Gioacchino Collica comprende il ministero episcopale anzitutto come responsabilità davanti a Dio e servizio verso le persone.
Al centro del suo ministero pone Gesù Cristo e il Vangelo. La Chiesa, secondo questa visione pastorale, non deve esaurirsi in titoli, uffici o strutture, ma deve essere presente dove le persone hanno bisogno di consolazione, speranza, orientamento e aiuto concreto.
Il suo compito pastorale comprende in particolare l’annuncio del Vangelo, l’accompagnamento delle persone nella fede, il servizio ai poveri e ai bisognosi, la promozione dell’unità tra i cristiani e la costruzione di ponti tra differenti tradizioni ecclesiali e culture.
Una particolare vicinanza spirituale alla tradizione siro-antiochena accompagna questo cammino, insieme all’apertura al dialogo fraterno con le altre Chiese cristiane.
Procedimenti giudiziari e precisazione sul titolo ecclesiastico
In relazione a pubblicazioni riguardanti Gioacchino Collica si sono svolti procedimenti dinanzi al Landgericht Aachen e successivamente all’Oberlandesgericht Köln.
I tribunali statali non erano chiamati a decidere questioni teologiche, la validità della successione apostolica o il riconoscimento canonico da parte della Chiesa cattolica romana. Oggetto dei procedimenti erano determinate dichiarazioni e pubblicazioni.
Nel provvedimento dell’Oberlandesgericht Köln del 17 giugno 2025 (Az. 15 U 21/25), Gioacchino Collica è indicato nel rubrum del documento come «Herr Erzbischof Gioacchino Collica».
La Chiesa Cattolica Apostolica Europa precisa che Gioacchino Collica non afferma di essere arcivescovo della Chiesa cattolica romana. Il titolo di Arcivescovo viene esercitato nell’ambito della propria Chiesa. L’utilizzo della denominazione nel provvedimento giudiziario non deve, allo stesso tempo, essere interpretato come una decisione statale sulla validità teologica o canonica della consacrazione episcopale.
Servire, unire e testimoniare
Il ministero dell’Arcivescovo Gioacchino Collica vuole essere un servizio alla persona e alla Chiesa. La sua visione pastorale è orientata all’annuncio di Cristo, alla misericordia, alla dignità di ogni persona, alla vicinanza ai sofferenti e alla ricerca dell’unità tra i cristiani.
Il suo impegno può essere riassunto nel desiderio di servire, unire e rendere testimonianza al Vangelo, costruendo ponti tra Oriente e Occidente e tra persone provenienti da culture e tradizioni differenti.
Der geistliche Weg von Gioacchino (Gino) Collica blieb nicht beim Priestertum stehen. Nach seiner Priesterweihe wurde an ihn die Frage herangetragen, ob er bereit sei, die Verantwortung des bischöflichen Amtes zu übernehmen.
Diese Entscheidung war für ihn keineswegs selbstverständlich. Das Bischofsamt verstand und versteht er nicht als Auszeichnung oder persönlichen Aufstieg, sondern als eine besondere Verantwortung gegenüber Gott, der Kirche und den Menschen, die einem Bischof anvertraut werden.
Am 17. Oktober 2015 empfing Gioacchino Collica seine erste Bischofsweihe. Die apostolische Sukzession dieser Weihe führt über eine kirchliche Sukzessionslinie zurück, die mit der brasilianischen katholisch-apostolischen Tradition und Bischof Carlos Duarte Costa verbunden ist.
Am 20. Januar 2020 empfing er zusätzlich eine Bischofsweihe sub conditione. Dieser Schritt diente dazu, die apostolische Sukzession und die sakramentale Kontinuität seines bischöflichen Dienstes zusätzlich abzusichern und zu dokumentieren.
Die ausführliche Dokumentation seiner Weihelinien, der beteiligten Bischöfe und der apostolischen Sukzession wird auf einer eigenen Seite dieser Website dargestellt.
Vor der Übernahme seines bischöflichen Dienstes verspürte Gioacchino (Gino) Collica den Wunsch, sich noch einmal bewusst zurückzuziehen, zu beten und vor Gott über die Verantwortung nachzudenken, die vor ihm lag.
Sein Weg führte ihn nach Thüringen, an einen Ort, der mit dem heiligen Severus von Ravenna verbunden ist. Dessen Lebensgeschichte berührte ihn auf besondere Weise. Der Überlieferung nach war auch Severus Familienvater, bevor er zum Bischof von Ravenna berufen wurde.
Gerade diese Verbindung zwischen Familie und geistlicher Berufung bewegte Gioacchino Collica tief. Auch er war Vater und hatte selbst erfahren, wie herausfordernd es sein kann, familiäre Verantwortung und den inneren Ruf zum geistlichen Dienst miteinander zu verbinden.
Die Begegnung mit der Geschichte des heiligen Severus wurde für ihn deshalb zu einem persönlichen geistlichen Zeichen. Es ging ihm nicht einfach darum, ein kirchliches Amt zu übernehmen. Vielmehr wollte er verstehen, was Gott von ihm erwartete, und seinen zukünftigen bischöflichen Dienst im Gebet und im Bewusstsein der damit verbundenen Verantwortung beginnen.
Während dieses Aufenthaltes kam es außerdem zu einer Begegnung, die seinen weiteren kirchlichen Weg nachhaltig beeinflussen sollte. Dort wurde er erstmals näher auf die syrisch-antiochenische christliche Tradition aufmerksam gemacht.
Bis dahin war ihm diese alte christliche Tradition kaum bekannt. In der Folge begann er, sich intensiver mit Antiochien, seiner Bedeutung für das frühe Christentum, seiner Liturgie und Spiritualität sowie mit dem syrisch-aramäischen Erbe auseinanderzusetzen.
Dabei eröffnete sich ihm eine christliche Welt, die ihm zuvor weitgehend verborgen geblieben war. Besonders faszinierte ihn die unmittelbare Verbindung dieser Tradition mit den Ursprüngen des Christentums und mit Antiochien – jenem Ort, an dem die Jünger nach dem Zeugnis der Apostelgeschichte erstmals „Christen“ genannt wurden (Apg 11,26).
Diese Entdeckung blieb für Gioacchino Collica nicht lediglich eine theologische Beschäftigung. Sie prägte zunehmend sein Verständnis von Kirche, Liturgie, apostolischer Tradition und geistlichem Leben und wurde zu einem wichtigen Bestandteil seines weiteren kirchlichen Weges.
Während seines Aufenthaltes in Thüringen begegnete Gioacchino (Gino) Collica zwei Persönlichkeiten aus der syrisch-orthodoxen Tradition, die für seinen weiteren geistlichen und menschlichen Weg von besonderer Bedeutung werden sollten: Schwester Hatune Dogan und Pater Gabriel Aktürk.
Schwester Hatune Dogan ist eine syrisch-orthodoxe Ordensfrau und Gründerin der Stiftung „Helfende Hände für die Armen“. Pater Gabriel Aktürk gehört ebenfalls der syrisch-orthodoxen Tradition an und wirkte als Mönch und Geistlicher an ihrer Seite. Kirchliche Quellen dokumentieren beide gemeinsam bei Gottesdiensten und kirchlichen Veranstaltungen; dabei wird Pater Gabriel ausdrücklich als syrisch-orthodoxer Mönch bezeichnet.
Durch die Begegnung mit Schwester Hatune und Pater Gabriel lernte Gioacchino Collica die syrisch-antiochenische christliche Tradition aus unmittelbarer Nähe kennen. Dabei ging es nicht allein um Liturgie, Geschichte und kirchliche Tradition, sondern ebenso um eine konkrete Form gelebten Christentums.
Besonders prägend war die gemeinsame Überzeugung, dass der Glaube an Christus nicht nur verkündet werden darf, sondern im konkreten Dienst am Menschen sichtbar werden muss – insbesondere im Dienst an Armen, Bedürftigen, Verfolgten und Menschen, die niemanden haben, der für sie eintritt.
Die Begegnungen eröffneten Gioacchino Collica zugleich einen tieferen Zugang zur syrischen und aramäischen Spiritualität. Schwester Hatune und Pater Gabriel stehen selbst in dieser Tradition; dokumentiert ist beispielsweise, dass beide gemeinsam das Vaterunser auf Aramäisch sangen.
Aus diesen Begegnungen entwickelte sich eine geistliche und menschliche Verbundenheit. Trotz unterschiedlicher kirchlicher Wege blieb die Überzeugung bestehen, dass Christen dort zusammenarbeiten können und sollen, wo Menschen Hilfe benötigen.
Für Gioacchino Collica wurde diese Erfahrung zu einem weiteren wichtigen Schritt auf seinem Weg zur intensiveren Beschäftigung mit der syrisch-antiochenischen Tradition, ihrer Spiritualität, ihrer Liturgie und ihrem aramäischen Erbe.
Im weiteren Verlauf seines geistlichen Weges erhielt Gioacchino (Gino) Collica die Gelegenheit, in Belgien an einer besonderen kirchlichen Feier der Syrisch-Orthodoxen Kirche von Antiochien teilzunehmen. Anlass war die Priesterweihe zweier italienischer Kandidaten.
Bei dieser Gelegenheit begegnete er erstmals persönlich dem Patriarchen der Syrisch-Orthodoxen Kirche von Antiochien sowie Seiner Eminenz Mor Dioscoros Benjamin Atas, Metropolit und Patriarchalvikar für Schweden. Diese Begegnung besaß für Gioacchino Collica eine besondere geistliche Bedeutung und vertiefte seine bereits entstandene Verbundenheit mit der syrisch-antiochenischen Tradition.
Aus dem Wunsch nach einer vertieften kirchlichen Gemeinschaft heraus wandte sich Gioacchino Collica schließlich an das Patriarchat von Antiochien und bat um einen kirchlichen Weg des Dialogs und der Prüfung mit dem Ziel einer möglichen Aufnahme beziehungsweise Inkardination.
Dieser Prozess ist bis heute nicht abgeschlossen. Im Laufe der Jahre fanden hierzu verschiedene Gespräche und Begegnungen statt. Dabei zeigte sich, dass innerhalb der zuständigen kirchlichen Strukturen unterschiedliche Einschätzungen hinsichtlich seines bisherigen kirchlichen Weges und der Voraussetzungen für eine mögliche Aufnahme bestehen.
Unabhängig vom Ausgang dieses Prozesses entwickelte sich seine geistliche Verbundenheit mit der antiochenischen Tradition über die Jahre immer weiter.
Antiochien besitzt für Gioacchino Collica eine besondere geistliche und kirchengeschichtliche Bedeutung. Nach dem Zeugnis der Apostelgeschichte wurden die Jünger dort erstmals „Christen“ genannt (Apg 11,26). Zugleich verbindet die antiochenische Überlieferung ihren apostolischen Ursprung in besonderer Weise mit dem Apostel Petrus.
Die syrisch-antiochenische Spiritualität, Liturgie und Tradition wurden deshalb zu einer wichtigen geistlichen Orientierung auf seinem weiteren kirchlichen Weg. Die Begegnung mit dieser alten christlichen Tradition prägte zunehmend sein Verständnis von Kirche, apostolischer Überlieferung, Liturgie und geistlichem Dienst.
Die Begegnungen von Gioacchino (Gino) Collica mit der Syrisch-Orthodoxen Kirche von Antiochien waren für ihn nicht lediglich Begegnungen mit einer anderen christlichen Konfession. Sie führten ihn vielmehr zu einer immer tieferen Auseinandersetzung mit den apostolischen Ursprüngen des Christentums.
Antiochien gewann dabei für seinen geistlichen Weg eine besondere Bedeutung. Die Heilige Schrift berichtet, dass die Jünger Jesu dort erstmals „Christen“ genannt wurden (Apg 11,26). Die antiochenische Tradition führt ihre apostolischen Wurzeln auf den Apostel Petrus zurück und bewahrt bis heute ein bedeutendes geistliches, liturgisches und theologisches Erbe des orientalischen Christentums.
Je intensiver Gioacchino Collica diese Tradition kennenlernte, desto stärker entwickelte sich seine geistliche Nähe zu ihrer Spiritualität, ihrer Liturgie und ihrem Verständnis des kirchlichen Lebens. Besonders die Bewahrung der syrischen Tradition und der aramäischen Sprache in Teilen des liturgischen Lebens berührte und prägte ihn.
Aus dieser Entwicklung entstand zunehmend der Wunsch, auch seinen eigenen kirchlichen und geistlichen Weg stärker an der syrisch-antiochenischen Tradition auszurichten.
Dabei ist jedoch eine wichtige kirchenrechtliche Unterscheidung festzuhalten: Diese geistliche und liturgische Verbundenheit bedeutet nicht, dass die Katholisch-Apostolische Kirche Europa kirchenrechtlich der Syrisch-Orthodoxen Kirche von Antiochien angehört oder von deren Patriarchat kanonisch anerkannt worden ist. Der hierzu geführte kirchliche Dialog und der Wunsch Gioacchino Collicas nach einer möglichen Aufnahme haben bislang nicht zu einem entsprechenden kirchenrechtlichen Abschluss geführt.
Unabhängig davon bleibt Antiochien für Gioacchino Collica ein bedeutender geistlicher Bezugspunkt seines Glaubens- und Kirchenweges. Diese Verbundenheit gründet nicht auf dem Anspruch einer nicht bestehenden kanonischen Anerkennung, sondern auf seiner persönlichen geistlichen Überzeugung von der besonderen Bedeutung der antiochenischen apostolischen Tradition.
So wurde die antiochenische Tradition im Laufe der Jahre zu einem wichtigen Bestandteil seines Verständnisses von Kirche, Liturgie, Spiritualität und apostolischer Überlieferung.
Der Weg von Gioacchino (Gino) Collica begann nicht mit dem Wunsch nach Titeln oder kirchlichen Ämtern. Am Anfang stand vielmehr jener Ruf, den er bereits in seiner Jugend verspürt hatte: sein Leben Gott zu schenken und den Menschen zu dienen.
Nach seinem Weg zum Diakonat und zum Priestertum wurde ihm schließlich die Übernahme des bischöflichen Dienstes angetragen. Diese Entscheidung bedeutete für ihn einen weiteren tiefgreifenden Schritt. Das Bischofsamt verstand und versteht er nicht als persönliche Auszeichnung, sondern als Verantwortung für die ihm anvertrauten Menschen und für die Verkündigung des Evangeliums.
Seine erste Bischofsweihe empfing er am 17. Oktober 2015. Seine apostolische Sukzession steht in einer Weihetradition, die über die Igreja Católica Apostólica Brasileira (ICAB) und Bischof Carlos Duarte Costa weitergeführt wird.
In den folgenden Jahren setzte sich sein kirchlicher Weg fort. Um hinsichtlich seiner apostolischen Sukzession zusätzliche kirchliche Sicherheit zu schaffen, empfing er am 20. Januar 2020 eine Bischofsweihe sub conditione.
Die ausführliche Weihefolge, die beteiligten Bischöfe sowie die vorhandenen Dokumente werden auf dieser Website auf der dafür vorgesehenen Seite gesondert dargestellt.
→ Apostolische Sukzession
Qui puoi mettere un pulsante che collega direttamente alla vostra pagina „Apostolische Sukzession“. È meglio di „Meine Apostolische Sukzession“, perché tutta la biografia ormai è presentata ufficialmente dalla Chiesa in terza persona.
Aus dem persönlichen geistlichen Weg von Gioacchino (Gino) Collica entwickelte sich im Laufe der Jahre eine immer größere kirchliche Verantwortung. Gemeinschaften, Geistliche und Gläubige aus verschiedenen Ländern kamen hinzu, sodass aus einem zunächst persönlichen Berufungsweg zunehmend eine größere kirchliche Mission entstand.
Heute wirkt die Katholisch-Apostolische Kirche Europa (KAKE) als eigenständige christliche Kirche mit eigener kirchlicher Ordnung, eigenem geistlichen und liturgischen Leben sowie eigener kirchlicher Leitung.
Im Mittelpunkt seines Dienstverständnisses steht dabei vor allem die pastorale Verantwortung: Menschen zu begleiten, das Evangelium Jesu Christi zu verkünden, die Sakramente zu feiern, Armen und Bedürftigen beizustehen und Brücken zwischen unterschiedlichen christlichen Traditionen, Völkern und Kulturen zu bauen.
Der Lebensweg Gioacchino Collicas – von Sizilien nach Deutschland, von Familie und Berufung über Diakonat und Priestertum bis zum bischöflichen Dienst – zeigt zugleich, dass eine geistliche Berufung nicht immer auf einem geraden Weg verläuft.
Manchmal braucht es viele Jahre, Umwege, Prüfungen und prägende Begegnungen, bis sich ein Weg immer deutlicher erschließt und eine Berufung ihre konkrete Gestalt im Leben eines Menschen findet.
Im Laufe seines kirchlichen und pastoralen Weges wurde für Gioacchino (Gino) Collica immer deutlicher, dass Kirche nicht nur dort lebt, wo Liturgie gefeiert wird. Kirche muss ebenso dort gegenwärtig sein, wo Menschen leiden, einsam sind, ihre Heimat verloren haben oder konkrete Hilfe benötigen.
Aus dieser Überzeugung entwickelte sich ein wesentlicher Bestandteil seines pastoralen Verständnisses: Verkündigung und tätige Nächstenliebe dürfen nicht voneinander getrennt werden. Das Evangelium Christi soll nicht nur mit Worten verkündet, sondern auch durch konkretes Handeln sichtbar und erfahrbar werden.
Aus diesem Verständnis heraus entwickelten sich im Laufe der Jahre unterschiedliche pastorale, soziale und humanitäre Tätigkeiten. Die Begleitung von Menschen unterschiedlicher Herkunft, die Unterstützung Bedürftiger sowie die Begegnung und Zusammenarbeit zwischen verschiedenen christlichen Traditionen und Kulturen wurden zu wichtigen Bestandteilen seines kirchlichen Wirkens.
Dabei ist es für Gioacchino Collica von besonderer Bedeutung, einem hilfesuchenden Menschen nicht zuerst mit der Frage nach seiner kirchlichen Zugehörigkeit, seiner Nationalität oder seiner kulturellen Herkunft zu begegnen. Im Mittelpunkt steht vielmehr der Mensch selbst – der Mensch, der Hilfe, Begleitung, Hoffnung, Trost oder einfach ein offenes Ohr benötigt.
Diese Verbindung von Gebet, Verkündigung und tätiger Nächstenliebe prägt bis heute sein Verständnis des bischöflichen Dienstes und zugleich die pastorale und missionarische Ausrichtung der Katholisch-Apostolischen Kirche Europa.
Für ihn zeigt sich die Glaubwürdigkeit kirchlichen Handelns deshalb nicht allein in Worten und liturgischen Feiern, sondern auch darin, ob die Kirche bereit ist, den Menschen nahe zu sein und ihnen konkret zu dienen.
Im Laufe seines kirchlichen und pastoralen Weges wurde für Gioacchino (Gino) Collica immer deutlicher, dass Kirche nicht nur dort lebt, wo Liturgie gefeiert wird. Kirche muss ebenso dort gegenwärtig sein, wo Menschen leiden, einsam sind, ihre Heimat verloren haben oder konkrete Hilfe benötigen.
Aus dieser Überzeugung entwickelte sich ein wesentlicher Bestandteil seines pastoralen Verständnisses: Verkündigung und tätige Nächstenliebe dürfen nicht voneinander getrennt werden. Das Evangelium Christi soll nicht nur mit Worten verkündet, sondern auch durch konkretes Handeln sichtbar und erfahrbar werden.
Aus diesem Verständnis heraus entwickelten sich im Laufe der Jahre unterschiedliche pastorale, soziale und humanitäre Tätigkeiten. Die Begleitung von Menschen unterschiedlicher Herkunft, die Unterstützung Bedürftiger sowie die Begegnung und Zusammenarbeit zwischen verschiedenen christlichen Traditionen und Kulturen wurden zu wichtigen Bestandteilen seines kirchlichen Wirkens.
Dabei ist es für Gioacchino Collica von besonderer Bedeutung, einem hilfesuchenden Menschen nicht zuerst mit der Frage nach seiner kirchlichen Zugehörigkeit, seiner Nationalität oder seiner kulturellen Herkunft zu begegnen. Im Mittelpunkt steht vielmehr der Mensch selbst – der Mensch, der Hilfe, Begleitung, Hoffnung, Trost oder einfach ein offenes Ohr benötigt.
Diese Verbindung von Gebet, Verkündigung und tätiger Nächstenliebe prägt bis heute sein Verständnis des bischöflichen Dienstes und zugleich die pastorale und missionarische Ausrichtung der Katholisch-Apostolischen Kirche Europa.
Für ihn zeigt sich die Glaubwürdigkeit kirchlichen Handelns deshalb nicht allein in Worten und liturgischen Feiern, sondern auch darin, ob die Kirche bereit ist, den Menschen nahe zu sein und ihnen konkret zu dienen.
Mit der zunehmenden internationalen Entwicklung der kirchlichen Gemeinschaft entstand auch die Notwendigkeit einer klareren geistlichen und kirchlichen Struktur.
Im Jahr 2022 entwickelte sich gemeinsam mit Bischöfen und Geistlichen die Entscheidung, innerhalb der Katholisch-Apostolischen Kirche Europa ein Katholikat zu errichten. Dabei ging es nicht darum, einen bloßen Ehrentitel oder eine persönliche Auszeichnung zu schaffen, sondern den miteinander verbundenen Gemeinden und kirchlichen Diensten eine geistliche, pastorale und kirchliche Einheit zu geben.
In diesem Zusammenhang wurde Gioacchino (Gino) Collica der Dienst des Katholikos der Katholisch-Apostolischen Kirche Europa übertragen.
Diesen Dienst versteht er nicht als Ausdruck persönlicher Macht oder eines besonderen Ranges. Katholikos zu sein bedeutet für ihn vor allem Verantwortung: die Einheit der Kirche zu bewahren, die Bischöfe, Priester und Gemeinden zu begleiten, über die kirchliche Ordnung zu wachen und zugleich dafür Sorge zu tragen, dass die Verkündigung des Evangeliums und der Dienst am Menschen im Mittelpunkt des kirchlichen Lebens bleiben.
Auch in dieser Entwicklung blieb die syrisch-antiochenische Tradition für seinen geistlichen und kirchlichen Weg von besonderer Bedeutung. Die Hinwendung zur antiochenischen Tradition versteht Gioacchino Collica dabei nicht als Abgrenzung gegenüber anderen christlichen Kirchen, sondern als bewusste Orientierung an einer der ältesten apostolischen Traditionen des Christentums.
Sein persönlicher Weg, der bereits in seiner Jugend mit dem Wunsch begann, sein Leben Gott zu schenken, führte ihn damit schließlich in eine Verantwortung, die zu Beginn seines Berufungsweges nicht vorauszusehen war.
Was als persönliche geistliche Berufung begann, entwickelte sich im Laufe der Jahre zu einem kirchlichen und pastoralen Dienst für Bischöfe, Geistliche, Gemeinden und Gläubige in verschiedenen Ländern.
Kirchliche Dokumentation zur Entstehung des Katholikats
Wenn Gioacchino (Gino) Collica heute auf seinen bisherigen Lebens- und Glaubensweg zurückblickt, sieht er darin keinen Weg, den er von Anfang an geplant hätte. Viele Begegnungen, Entscheidungen, Schwierigkeiten und Erfahrungen haben ihn Schritt für Schritt dorthin geführt, wo er heute steht.
Seinen Dienst als Erzbischof und Katholikos der Katholisch-Apostolischen Kirche Europa versteht er vor allem als Verantwortung vor Gott und gegenüber den Menschen.
Im Mittelpunkt dieses Dienstes stehen für ihn Jesus Christus und sein Evangelium. Kirche darf sich nach seinem Verständnis nicht in Titeln, Ämtern oder Strukturen erschöpfen. Sie muss besonders dort gegenwärtig sein, wo Menschen Trost, Hoffnung, Orientierung und konkrete Hilfe benötigen.
Seinen Auftrag sieht er deshalb insbesondere darin, das Evangelium zu verkünden, Menschen im Glauben zu begleiten, Armen und Bedürftigen zu dienen, die Einheit unter Christen zu fördern und Brücken zwischen unterschiedlichen kirchlichen Traditionen und Kulturen zu bauen.
Seine besondere geistliche Verbundenheit mit der syrisch-antiochenischen Tradition begleitet diesen Weg. Zugleich bleibt sein Blick offen für die Begegnung und den geschwisterlichen Dialog mit allen christlichen Kirchen und Gemeinschaften, die Jesus Christus bekennen.
Gioacchino Collica ist sich bewusst, dass ein kirchlicher Lebensweg nicht frei von Schwierigkeiten, Missverständnissen und Prüfungen ist. Entscheidend bleibt für ihn, immer wieder zum Wesentlichen zurückzukehren: zum Gebet, zum Evangelium, zur Liebe zu Gott und zum Dienst am Nächsten.
Sein Wunsch für seinen weiteren Lebensweg lässt sich in einem einfachen Gedanken zusammenfassen:
Christus und den Menschen zu dienen und dort Brücken zu bauen, wo Trennung besteht.
„Denn auch der Menschensohn ist nicht gekommen, um sich dienen zu lassen, sondern um zu dienen.“
(Mk 10,45)